Flat tax: quando conviene e quando non conviene?

In questo periodo è stata molto pubblicizzata l’estensione del regime forfetario alle ditte individuali con compensi non superiori ad euro 65.000. Si tratta dell’allargamento del regime, già esistente per le ditte individuali dei cosiddetti “forfettari” determinato dall’aumento del limite dei ricavi annui fatturati passato a 65.000 euro. Quali sono però i vantaggi e quali gli svantaggi?

 

PUNTI A FAVORE:

 

- imposta sostitutiva del 15%: l’imposta sarà sostitutiva di IRPEF, IRAP, Addizionale Regionale e Comunale e sarà calcolata in misura fissa al 15% sul reddito determinato in base ad un coefficiente di redditività corrispondente al preciso settore di attività.

 

PUNTI A SFAVORE:

 

- impossibilità di detrarre l’IVA sugli acquisti: l’adesione al regime forfetario prevede l’emissione delle fatture di vendita senza l’applicazione dell’IVA. Per contro, elimina la possibilità di detrarre l’IVA assolta sugli acquisti di beni e servizi.

 

- impossibilità di dedurre i costi aziendali: la base imponibile è calcolata a forfait (il forfait varia a seconda dell’attività esercitata: generalmente corrisponde al 78% dei ricavi fatturati) indipendentemente dall’ammontare dei costi sostenuti. Il reddito, quindi, non viene più calcolato come differenza tra componenti positivi e componenti negativi ma viene determinato applicando la percentuale forfettaria (ex. 78%) sui ricavi fatturati che non possono superare i 65.000 euro. I contribuenti, quindi, con bassi margini di redditività perderanno la convenienza nell’applicazione di un’aliquota fissa calcolata su valore più alto.

 

- impossibilità di detrarre le spese dalla dichiarazione dei redditi: versando un’imposta sostitutiva e non liquidando l’IRPEF non sarà nemmeno possibile, in sede di dichiarazione dei redditi, portare in detrazione eventuali spese personali sostenute durante l’anno quali, a titolo esemplificativo, le spese mediche, le spese di ristrutturazione, gli interessi sui mutui, le tasse scolastiche, i fondi previdenziali, le assicurazioni vita ed infortuni, etc.

 

Insomma, la convenienza del Regime forfettario va valutata caso per caso, prendendo in considerazione l’ammontare delle spese effettivamente sostenute durante lo svolgimento dell’attività e l’ammontare delle spese deducibili o detraibili nell’ambito personale in sede di stesura della dichiarazione dei redditi e verificare che il vantaggio derivante dall’applicazione dell’aliquota del 15% di imposta sostitutiva non venga vanificato dalla perdita della possibilità di detrarre l’IVA, i costi aziendali e dedurre e detrarre altre tipologie di spese dal reddito complessivo personale. 

Dott. Giovanni Crozzolin STUDIO COMMERCIALISTICO - REVISIONE DEI CONTI - CONSULENZA DEL LAVORO

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