Lavoro dipendente: Enti Bilaterali e Fondi sanitari

 

L’iscrizione del datore di lavoro ad un ente bilaterale e il pagamento della relativa contribuzione sono obbligatorie se il contratto collettivo prevede, nella parte economico-normativa, tutele aggiuntive per dipendenti e che una determinata prestazione rappresenti un diritto dei lavoratori: l’iscrizione all’ente rappresenta una delle modalità per adempiere all’obbligo gravante sul datore di lavoro.

 

Gli enti bilaterali sono degli organismi paritetici, di natura contrattuale, costituiti dalle associazioni sindacali e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative a livello nazionale. Le loro funzioni, a fronte di contributi mensili modesti, sono molto numerose: dalle conciliazioni nelle liti di lavoro, agli incentivi per le imprese, al sostegno del reddito per i lavoratori, alla formazione professionale.

 

Si evidenzia che quando il CCNL prevede, nella parte economico-normativa, tutele aggiuntive per i lavoratori, il datore di lavoro ha tre possibilità:
1. corrispondere ai dipendenti un elemento ulteriore della retribuzione, equivalente ai benefici spettanti;
2. corrispondere direttamente dei benefici equivalenti a quelli spettanti;
3. aderire all’ente bilaterale e pagare la relativa contribuzione.

 

Questi enti sono finanziati con contributi a carico dei datori di lavoro e, in quasi tutte le tipologie contrattuali, anche dei lavoratori.

Dott. Giovanni Crozzolin STUDIO COMMERCIALISTICO - REVISIONE DEI CONTI - CONSULENZA DEL LAVORO

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